mercoledì 15 febbraio 2012

Sarebbe stato possibile organizzare un'olimpiade in questa città? Mala Roma, da Presa diretta del 5 febbraio 2012.(Per chi ancora non lo avesse visto)

Sarebbe stato possibile organizzare una manifestazione della complessità e dell'importanza di un'olimpiade in questa città, dove non funzionano nemmeno i tombini e in cui anche per rattoppare una strada spariscono decine di migliaia di euro? A voi la risposta dopo la visione dell'inchiesta di Presa diretta del 5/02/2012.

E per favore finiamola con la cazzata berlusconiana che questi programmi, che trattano questi argomenti, danneggiano l'immagine dell'Italia, perchè l'Italia è questa ed è inutile nascondersi dietro ad un dito e fare finta che siamo ancora il belpaese dove tutti vorrebbero vivere. Oggi siamo una cloaca amministrativa, sociale ed economica, punto e basta.

Il video è già in playlist: basta dunque cliccare play e sarà riprodotto interamente, anche se diviso in 8 parti. Maledetta visione a tutti.

Evviva! Roma non si candiderà per le olimpiadi del 2020



Come volevasi dimostrare Roma non avrà le olimpiadi del 2020; in realtà non sarà neanche in corsa per averle.
Mai come questa volta sono d'accordo in pieno con la decisione di Monti. Siamo un paese economicamente in recessione tecnica, ma ancora di più stiamo retrocedendo nel consesso internazionale culturalmente e politicamente. Le olimpiadi, francamente, sarebbero state un banco di prova organizzativo, sotto tutti i punti di vista, troppo oneroso per l'Italia e gli italiani di oggi, così in affanno su tutti i fronti.
Molti considerano la decisione del governo una presa di coscienza troppo autopenalizzante per le capacità della nostra società. Io invece penso che sia stata una scelta saggia, non autolesionista, che ha evitato a noi tutti ulteriori figuracce internazionali, nonchè un ulteriore tracollo economico una volta spenti i riflettori della competizione sportiva. Per informazioni chiedere ai greci, che per Atene 2004 hanno visto sprecate una montagna di risorse che oggi avrebbero fatto comodo alla loro economia in affanno.
Sempre aspettando il giorno in cui le figuracce o gli applausi potremmo prenderceli personalmente e non per interposta persona. Chi vuol capire, capisca!

Ma ve l'immaginate un'olimpiade organizzata da questi due!?



domenica 12 febbraio 2012

In Grecia la gente infuriata scende in strada per urlare la propria rabbia e i media italiani tutti parlano di black bloc (che schifo)


Ci risiamo. Ormai dovremmo esserci abituati all'ignoranza e all'ottusità di gran parte della nostra stampa, se non fosse che incomincio davvero a credere che lo facciano a posta. Per far credere alla maggioranza delle persone che quelli che si oppongono, anche in maniera violenta, alla violenza dello stato sono tutti dei cattivoni lanciasassi? Non lo so.
L'intera Grecia scende in piazza stremata, esautorata della propria autonomia in due parole incazzata nera per gli ennesimi tagli dello stato alle loro vite e i nostri media, guardando le immagini degli scontri, parlano di black bloc arrivati da non si sa dove.
Dovrebbero invece iniziare a pensare che forse non sono tutti terroristi i greci che non hanno più un soldo in tasca e dunque nulla più da perdere, e che forse anche in Italia in molti cominciano a pensarla allo stesso modo.
Chi non ha nulla da perdere non ha nulla da guadagnare nell'abbassare la testa e assistere inerme alla propria vita derubata del futuro; al contrario chi ha perso tutto, ha molto da guadagnare dalla lotta. E forse solo da quella.

Ecco un video che forse si avvicina un po' di più alla realtà di quello che è accaduto ieri sera in Grecia.

venerdì 10 febbraio 2012

Crisi greca: i greci devono rifiutarsi di pagare il debito sovrano dello stato, altrimenti per loro saranno decenni di povertà


In tutta la vicenda della crisi economica greca c'è un aspetto di base da cui non si può prescindere e che, nonostante l'impegno dell'Europa e dell'Fmi a nasconderne la realtà, salta agli occhi palese come uno schiaffo: tutto ciò si è fatto, si sta facendo e si farà per "salvare" la Grecia dal default in realtà è una malcelata manovra per garantire i creditori del paese ellenico.
Il popolo greco in questa partita conta solo per quanto sarà capace di accettare le misure di desertificazione economico-sociale e quanto invece vorrà rifiutarle. Per il resto tutte le istituzioni che ormai da mesi sui media si prodigano in ipocrite intemerate a supporto di quanto i loro piani siano a favore di un "salvataggio" del paese ellenico hanno un solo obiettivo, evitare che i creditori non siano ripagati.
Con questo non voglio dire di aver fatto una scoperta, ma quanti leggendo i giornali o guardando la tv avvertono questo fine come primo e unico? Penso pochi, perchè l'immagine che si vuole dare delle decisioni prese e tutt'altra.

Tutto ciò, semplicemente, apre un'enorme questione, che riguarda in primis l'effettiva utilità dello stato e, più in generale sullo sfondo, la reale efficacia della delega alle decisioni che riguardano il governo della propria vita.

Siamo di fronte ad un passaggio storicamente decisivo, non solo per la Grecia, ma per tutto il mondo occidentale e per il sistema capitalistico dominante.
E' accettabile che un popolo debba compromettere per decenni la propria capacità di vivere degnamente la propria esistenza e abdicare al governo autonomo delle proprie vite, solo perchè esiste un debito di cui la maggior parte dei greci non sa nè come e tantomeno a vantaggio di chi è stato realizzato?
L'obiezione più comune che viene fatta ormai da tempo, quando si pone questa domanda, è che i greci tutti hanno goduto nel periodo in cui hanno vissuto al di sopra delle proprie possibilità, quando il debito pubblico esplodeva.
Ma siamo sicuri che tutto ciò sia vero?

Innanzitutto c'è la questione dei conti truccati, di cui non erano a conoscenza (forse!) le istituzioni europee figuriamoci i cittadini greci. In secondo luogo l'enorme percentuale di spesa in rapporto al Pil greco riguardante l'apparato militare, tutto in funzione di una possibile crisi con il vicino turco.
Terzo l'assenza di equità nella tassazione: in Grecia la progressività delle imposte in base al reddito è tra le meno eque d'Europa.
Poi naturalmente c'è l'utilizzo sconsiderato di denaro pubblico che negli anni è servito per lo più per foraggiare il sistema politico-economico clientelare, un sistema vecchio come il mondo atto a mettere davanti al naso dei cittadini un'ologramma di una carota per nascondere invece il grosso bastone che si trovava alle loro spalle. I greci in tutto ciò hanno avuto si e no un decennio e più di fittizia espansione economica e un altrettanto falso benessere, che si è concretizzato in particolare con un indebitamento repentino e sempre maggiore delle famiglie greche, innalzando la percentuale di debiti privati destinati al consumo e non agli investimenti. In pratica fino a qualche anno fa ai greci hanno fatto credere che tutto era possibile e che la loro ascesa fosse inarrestabile; bastava un pagherò e il gioco era fatto.

Insomma, politiche sconsiderate di uno stato nè più nè meno uguale agli altri che seppur meno virtuoso incarna fino all'estremo l'inadeguatezza e la mancanza di autonomia e libertà di coloro sono sottoposti al suo giogo.
Cosa viene prima, la soddisfazione delle grandi banche e multinazionali o la sopravvivenza degna del popolo?
La mia risposta la conoscete già, qual'è la vostra? Devono i cittadini greci offrire il proprio collo al cappio preparato per loro dai soloni e strozzini dell'Fmi e della Bce, oppure devono ribellarsi e urlare a squarciagola: prima la nostra vita e poi il vostro debito?

Lo stesso è accaduto per il piccolo Ecuador, che si è rifiutato di assistere inerme alla propria crocefissione e ha preso in mano il prorio destino. Figuratevi cosa potrà accadere se nel cuore dell'Europa uno stato si rifiutasse di onorare i propri debiti.
Finchè purtroppo lo stato esisterà bisognerà scegliere il male minore, ma un giorno la gente capirà che sono proprio gli stati, con i loro governi autoreferenziali, corrotti e liberticidi, il male maggiore.
Maledetta democrazia del denaro, basata sullo sfruttamento dei più deboli!!!!!