martedì 29 marzo 2011

Libia, la splendida guerra della coalizione "accidentale" (video)

In questi giorni sono state scritte miliardi di parole sulla guerra in Libia, ma di notizie vere ne giungono poche. Come inesistenti o quasi sono le immagini dei danni provocati dalla coalizione "accidentale" (l'accidentalità sta nel modo in cui si è formata e conducono la guerra). Sui media tradizionali le uniche testimonianze che a pochi chilometri dalle coste sicule c'è una vera guerra, con morti e affini, sono date dagli sporadici filmati rilasciati dalla US Navy che mostrano i "bellissimi" Tomahawak che si staccano dalle navi americane e si librano felici nel cielo. Così li ha definiti una giornalista di rainews 24 allo scoppio del conflitto: «rivediamo le immagini dei missili Tomahawak, sono molto belle» ha detto, per poi concludere, rivolgendosi all'inviato in Libia con un «buona notte», e tra le risate: «certo si annuncia una notte movimentata da quelle parti». Purtroppo la guerra nelle nostre case entra, o meglio, passa così, con immagini spettacolari e foto stupende di reporter abbivaccati negli hotel dove aspettano di scrivere o registrare il loro pezzo da Pulitzer, rigorosamente lontani dalle bombe. Quelle sono riservate ai libici che, finora, sono sempre i fedeli di Gheddafi. Come si farà poi a riconoscere un libico che muore sotto un missile, se fedele o meno al rais, questo è tutto da vedere. In ogni caso, l'ennesima guerra dei volenterosi a pochi passi dall'Italia ci pare lontana, lontanissima. Come immensamente distanti da noi ci appaiono le notizie dell'utilizzo di uranio impoverito di cui sono farciti i Tomahawak. Purtroppo sappiamo già di cosa è capace questo scarto dell'opulenza occidentale (ricordate le guerre in Iraq ed ex Jugoslavia, in cui anche nostri soldati si ammalarono?), ma questa è una guerra umanitaria, come d'altronde lo sono state le precedenti, per aiutare i ribelli (chi saranno poi, qualcuno lo sa?) e dunque tutto è lecito. Anche compromettere il futuro di quella terra per molti anni a venire. L'importante è cacciare Gheddafi. Si, perchè se leggiamo i giornali sembra proprio che i nostri caccia, le nostre navi e i commandos che già operano sul terrano, siano li solo per il rais. Il concetto è: sparando migliaia di missili, può anche succedere di ammazzare gente innocente, ma poi noi li faremo passare per fedelissimi del regime e tra i tanti forse beccheremo anche Gheddafi. O forse no, comunque ci avremo provato. Splendide immagini, grandi servizi giornalistici e la coscienza pulita: è la guerra umanitaria bellezza.

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