sabato 11 aprile 2009

Terremoto in Abruzzo: un geologo a "radio anch'io" annuncia che il prossimo terremoto sarà nella zona di Sulmona






In questi giorni
in cui il dolore e le macerie sono davanti agli occhi di tutti è facile rimanere impressionati, e ancor più facile è farsi prendere dal panico. E il rischio aumenta se alla radio, in tv o sui giornali, oppure soltanto da persone poco avvedute si diffondono voci di possibili altri terremoti, magari in zone risparmiate da quello che ha colpito a morte L'Aquila. L'ultimo allarme purtroppo non è di un deficiente qualunque come in questi giorni ce ne sono stati tanti, al contrario è stato lanciato da Antonio Moretti, un geologo che è anche docente di Scienze Ambientali e componente del gruppo nazionale difesa dai terremoti. Moretti, a Radio anch'io, una trasmissione che va in onda su Radio uno, ieri si è sbilanciato su un pronostico poco rassicurante, annunciando che si aspetta "che il prossimo terremoto possa verificarsi a Sulmona simile a quello dell'Aquila, magari tra uno o 10 anni". Potete immaginare come queste parole siano deflagrate in un panico generalizzato che ha colpito l'intera Valle Peligna, la zona dove appunto si trova la città di Sulmona. Il professore, intervistato dal quotidiano Il centro, ha giustificato le sue previsioni specificando che ci si muove nel campo della probabilità e non del determinismo, e basandosi sullo studio della storia sismica della zona. Secondo Moretti "Le previsioni sull'area di Sulmona sono legate alle due strutture sismotettoniche, le cossiddette grandi faglie lunghe dai 20 ai 40 chilometri, che sono collegate(...) Il geologo sostiene che la faglia sulla quale sorge la città di Sulmona "è una struttura indipendente che lavora sulla Maiella come fronte avanzato.E' una struttura carica perchè dal 1706 non ha fatto registrare grossi terremoti. Già allora, e non è stato il primo caso, si è registrato un collegamento tra le due faglie. Un sisma interessò L'Aquila nel 1703. Tre anni dopo scaricò su Sulmona". Inoltre un altro grande terremoto si abbattè in Abruzzo nel 1915, precisamente nella zona della Marsica, e fece 30.000 morti. Queste parole però, nonostante possano essere corroborate da buone basi scientifiche (non lo sappiamo), in un momento del genere sembrano essere piuttosto fuori luogo. Una popolazione già stressata da mesi in cui il suolo ha paurosamente ballato, spesso e volentieri, sotto i loro piedi fa fatica a capire il monito del geologo. Moretti, alle accuse di allarmismo piovutegli addosso dal sindaco di Sulmona, risponde dicendo che "non si può far finta di niente. Bisogna lavorare alla prevenzione, altrimenti è come disinteressarsi dei possibili rischi" . Si, ma cosa fare? Moretti parla di diffondere una cultura del sisma e addirittura di approntare nelle proprie abitazioni, dove possibile, un rifugio antisismico. Una cosa è certa, questo terremoto d'Abruzzo verrà ricordato per i tanti che l'avevano previsto, i molti che ne prevedono altri e i moltissimi che lo stanno subendo.

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